I progetti “Accompagniamoli” sono una iniziativa volta a recuperare risorse economiche per intervenire in modo mirato a sostegno di alcune famiglie. L’intervento di Caritas non si limita ad un sostegno economico: viene infatti identificato un “Tutor” che per tutto il periodo di validità del progetto tiene i contatti diretti con la famiglia, effettua le spese per conto della famiglia stessa e relaziona periodicamente sull’andamento del progetto (fondi raccolti, spese sostenute) e sull’evoluzione della situazione familiare. Concretamente vengono affrontate per conto delle famiglie una serie di spese, tra le quali in particolar modo l’affitto, le spese condominiali, le utenze, i farmaci e le visite mediche, le rette per l’asilo nido e i generi alimentari freschi.

Questa iniziativa può essere sostenuta economicamente attraverso una piccola quota mensile (di 5, 10, 15 o 20 euro), da versarsi presso la sede Caritas di Via S. Antonio o anche in forma anonima, presso la cassetta Caritas posta in Chiesa Parrocchiale, sotto l’Altare della Madonna.

Negli ultimi mesi le offerte a sostegno dei progetti Accompagniamoli si sono drasticamente ridotte (da una media di 1.500 euro mensili del 2013 siamo passati ad una media attuale di 500 euro al mese).

Chiediamo pertanto alla comunità di partecipare (o continuare) con questa tipologia di aiuto versando piccole quote mensili, che possano consentirci di sostenere famiglie in gravi difficoltà, soprattutto laddove ci siano bambini piccoli.

Le donazioni possono essere effettuate presso la cassetta Caritas posta in Chiesa Parrocchiale, sotto l’Altare della Madonna o tramite bonifico bancario al c/c di Caritas presso Banca Prossima al seguente IBAN:                IT 49 P 03359 01600 100000139365

Chi desiderasse effettuare una donazione detraibile fiscalmente può contattare Caritas che fornirà le opportune indicazioni.

Riportiamo di seguito la testimonianza di una mamma di 2 figli, che in un momento drammatico della sua vita ha potuto sentire la vicinanza della comunità che l’ha sostenuta con uno di questi progetti.

Tre anni fa mi è crollato il mondo addosso!! Dalla mattina alla sera mi sono ritrovata vedova con due figli minori a carico. Disperata ho trovato l’appoggio tempestivo del parroco che si è subito prodigato per darmi un aiuto nell’organizzazione della nuova situazione familiare. Ha attivato un progetto Caritas, nel quale venivano pagate le rette del nido di mia figlia, consentendomi di iniziare a lavorare per guadagnare lo stipendio necessario al sostentamento della famiglia. È stato – ed è tutt’ora – un periodo molto difficile della mia vita: nonostante il peso del grave lutto ho dovuto darmi da fare per andare avanti, per il bene dei miei figli, nel ricordo del padre. Ringrazio il Signore di avermi dato la forza e di avermi mandato degli angeli custodi ad aiutarmi. Ringrazio tutti coloro che rendono Caritas ricca di spirito cristiano: penso ai fedeli con le loro offerte, al parroco, alle signore del Centro di Ascolto e alla mia tutor che è diventata per noi un punto di riferimento. Tutti sono sempre stati pronti ad accogliere le mie frustrazioni e a sostenermi moralmente. Prego per tutti voi, grazie!

Riportiamo ora di seguito la testimonianza di un “Tutor”:

Quando io e mio marito abbiamo accettato la richiesta degli operatori Caritas di essere Tutor, inizialmente pensavamo che avremmo dovuto solo “tenere i conti” tra il contributo mensile e le spese per le quali era stato autorizzato il progetto. E’ stato, invece, tutt’altro. Sicuramente l’impegno ha comportato la verifica delle spese, affinché  fossero in linea con lo scopo del progetto, ma questo aspetto è stato veramente il meno significativo. Ogni incontro era un avvicinarsi alla famiglia, alle sue difficoltà ma anche alla diversa cultura da cui proveniva. Soprattutto con la madre si è creata una complicità al femminile, in relazione ai figli, al marito, al lavoro, a ciò che la lasciava impensierita e preoccupata. La presenza di una famiglia “amica” ha comportato la richiesta di un aiuto anche personale e non solo economico a cui non avevamo pensato e che abbiamo vissuto senza porci domande o reticenze; vi erano infatti momenti in cui sarebbe stato più comodo non rispondere al telefono, ma averlo fatto ha dato un valore più evangelico alla nostra vicinanza. Era la differenza tra “passare oltre” o fermarsi e non avere paura di entrare in una realtà difficile, perché sentivamo di non essere soli, di essere veicolo di un Amore più grande. Ci ha unito anche come famiglia: come marito e moglie ci siamo sentiti più vicini, per trarre l’uno dall’altro la forza per aiutare e il confronto per valutare e decidere. Sono sicura che è stata un’esperienza importante anche i nostri figli, perché hanno visto i loro genitori protesi verso un’altra famiglia che stava vivendo un momento di difficoltà. A loro dicevo: se non mi comporto oggi così, come potrò sperare di ricevere a mia volta un aiuto, quando ne avrò bisogno? (M.L.M.)