Una delle dimensioni fondamentali di una parrocchia, oltre all’annuncio della parola di Dio (catechesi) e alla celebrazione dei sacramenti (liturgia), è la testimonianza del Vangelo, che si attua principalmente mediante le opere di carità.

La Caritas Parrocchiale nasce proprio da questa dimensione e costituisce un organismo pastorale.

Ciò vuol dire che la Caritas Parrocchiale deve essere un vero e proprio servizio della comunità parrocchiale che opera in funzione della crescita di tutta la comunità stessa.

A differenza dei gruppi di volontariato, che sviluppano un servizio prettamente orientato a rispondere ai bisogni concreti dei poveri e bisognosi, la Caritas Parrocchiale deve agire a nome della parrocchia e sviluppare delle azioni che devono essere orientate a sensibilizzare, formare, educare ed animare la comunità affinché pratichi quello che abbiamo detto prima, cioè la testimonianza del Vangelo, specialmente vissuta a livello comunitario.

Infatti l’obiettivo è la caritas di popolo, non solo la carità di qualcuno, ed insieme bisogna operare per rilevare e conoscere le condizioni di difficoltà e di bisogno esistenti, con lo sguardo di Cristo che si incarna nei problemi degli uomini.

Poi bisogna agire, ma la Caritas Parrocchiale dovrebbe essere una realtà più concentrata a far fare che a fare, deve agire coinvolgendo, animando.

Questo non significa che i membri di una Caritas Parrocchiale non possano operare direttamente, ma che i loro compiti dovrebbero essere quelli di rilevare le povertà e farle conoscere alla comunità,sensibilizzando altre persone a muoversi.

La testimonianza del Vangelo con le opere verso i bisognosi di cui si fa portatrice la Caritas Parrocchiale non può essere delegata a qualche componente della comunità: bisogna passare dalla delega alla partecipazione, dall’elemosina all’accoglienza, dall’impegno di pochi al coinvolgimento di tutti.

Per far questo la Caritas Parrocchiale deve però svolgere un altro compito fondamentale : quello di coordinare le iniziative di carità già esistenti in Parrocchia, senza sostituirsi a nessuna di esse, ma ponendosi come punto di riferimento comunitario per un servizio maggiormente mirato ai più svariati bisogni.

Inoltre deve collaborare anche con le realtà pubbliche (Comune, ASL,..) presenti nel territorio per stimolare interventi organici e contribuire alla creazione di una solidarietà sociale e civile più matura.