Il Vangelo si “fa carne” in Famiglia

IL VANGELO SI FA “CARNE” IN FAMIGLIA

“… il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme,  senza  che  i genitori  se  ne  accorgessero.  Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si  misero  a  cercarlo  tra  i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono  in  cerca  di  lui  a  Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio … ” Luca 2, 43-46.

Il Vangelo di domenica, 28 gennaio 2018, festa della “Santa famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria” parla di un episodio che sarà successo a molte famiglie: aver perso il proprio figlio. Il primo sentimento che si prova in quell’occasione è l’angoscia, ma poi, dopo il ritrovamento, si è pervasi da una gioia immensa, che solo chi è madre e padre può capire e provare. Domenica abbiamo potuto sperimentare, con altre famiglie, la bellezza dello stare insieme, della condivisione e del servizio. Già la celebrazione della messa è stato un momento molto emozionante, a partire dai ministranti formati dai componenti di una famiglia che hanno deciso di “servire” alla mensa del Signore; anche una coppia: marito e moglie, come lettori, hanno prestato la loro voce per l’annuncio della Parola di Dio e questo è stato molto significativo e profondo. Non da ultimo il coro che ha animato in modo festoso la messa, era composto da un gruppo di famiglie che col bel canto hanno permesso di vivere bene la celebrazione. Don Luca durante l’omelia ha chiesto di compiere un gesto verso il proprio coniuge; ogni sera, durante questa settimana, fare una carezza quando si rientra a casa. Dopo la messa don Luca ci ha chiesto un regalo: poter fare una foto con la sua “nuova famiglia” che siamo noi di Concorezzo (senza rinnegare ovviamente la sua famiglia di origine)!! A seguire c’è stato il pranzo di condivisione con le altre famiglie. A differenza degli altri anni, quest’anno la tavola non era apparecchiata; infatti sul tavolo c’erano tutte le stoviglie necessarie, ma ogni commensale ha dovuto contribuire alla preparazione del proprio tavolo insieme agli altri. Anche il cibo è stato servito in vassoi e contenitori, uno per ciascun tavolo, così che si potesse meglio condividere ciò che si mangiava. E’ stato molto bello poter condividere il gesto dell’apparecchiare e del pranzare insieme, il tutto condito dalla gioia e dalla gratitudine. Dopo il pranzo gli incaricati hanno organizzato per le famiglie un bel gioco da realizzare  lungo le vie del paese; a seguire … merenda per tutti  e benedizione. Le “parole d’ordine” della giornata sono state “fare insieme e condividere”, proprio come avviene in ogni famiglia, perché è solo unendo le forze che si può andare avanti e seguire l’insegnamento che il Vangelo ci dà. Il Vangelo, infatti, ha quel “vizio” di essere concreto e se lo si segue può solo portarci a fare il bene all’altro! Sarebbe bello che il gesto di affetto reciproco tra coniugi, proposto da don Luca, non si limitasse a questa settimana, ma che proseguisse ogni giorno della vita familiare, proprio per rendere “carne” il Vangelo!

                                                                                                      Laura Turato