NATALE 2019

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Laggiù una madre senza posa camminava, 
fuori da una locanda ancora a vagare;
nel paese in cui lei si trovò senza tetto,
tutti gli uomini sono a casa.
Quella stalla malconcia a due passi,
fatta di travi instabili e sabbia scivolosa,
divenne qualcosa di così solido da resistere e reggere
più delle pietre squadrate dell’impero di Roma.
Perché tutti gli uomini hanno nostalgia anche quando sono a casa,
e si sentono forestieri sotto il sole,
come stranieri appoggiano la testa sul cuscino
alla fine di ogni giornata.
Qui combattiamo e ardiamo d’ira,
abbiamo occasioni, onori e grandi sorprese,
ma casa nostra è là sotto quel cielo di miracoli
in cui cominciò la storia di Natale.
Un bambino in una misera stalla,
con le bestie a scaldarlo ruminando;
solo là, dove Lui fu senza un tetto,
tu ed io siamo a casa.
Abbiamo mani all’opera e teste capaci,
ma i nostri cuori si sono persi – molto tempo fa!
In un luogo che nessuna carta o nave può indicarci
sotto la volta del cielo.
Questo mondo è selvaggio come raccontano le favole antiche,
e anche le cose ovvie sono strane,
basta la terra e basta l’aria
per suscitare la nostra meraviglia e le nostre guerre;
Ma il nostro riposo è lontano quanto il soffio di un drago
e troviamo pace solo in quelle cose impossibili,
in quei battiti d’ala fragorosi e fantastici
che volarono attorno a quella stella incredibile.
Di notte presso una capanna all’aperto
giungeranno infine tutti gli uomini,
in un luogo che è più antico dell’Eden
e che alto si leva oltre la grandezza di Roma.
Giungeranno fino alla fine del viaggio di una stella cometa,
fino a scorgere cose impossibili che tuttavia ci sono,
fino al luogo dove Dio fu senza un tetto
e dove tutti gli uomini sono a casa.

G. K. Chesterton

La Buona Notizia è che per ciascuno di noi è possibile trovare una casa!

Malgrado le irrequietezze che abitano il nostro cuore, quel vagabondare della vita, spesso suscitato dalla precarietà delle decisioni, tutte le incertezze dovute al dubbio che al di là di ogni facciata, rende manifesta la nostra fragilità, … proprio in quel luogo dove il Bimbo-Dio è senza tetto la nostra umanità trova casa, può riposare e trovare pace.

Vorrei augurare a ciascuno di voi la grazia di poter sperimentare un luogo ed un incontro che sazia ogni nostra nostalgia e ci fa sentire meno stranieri tra di noi e in questo mondo.

La nostra casa è la sotto quel cielo di miracoli in cui cominciò la storia del Natale.

                                                                                              don Angelo P.